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come si calcola
il passo.

la distanza di visione non è un parametro fra gli altri: è l'unico dato di ingresso da cui discendono passo, densità, risoluzione nativa e consumo. qui ci sono le formule per ricavarli, e le tabelle già calcolate.

esiste una regola che gira in ogni catalogo — distanza minima in metri uguale al passo in millimetri — ed è una buona approssimazione. ma è un'approssimazione di qualcosa, e quel qualcosa è misurabile: la risoluzione angolare dell'occhio umano. questa guida parte da lì, ricava la formula esatta, spiega di quanto la regola pratica se ne discosta e perché lo fa, e chiude con le tabelle da P0.9 a P10.

questa pagina è il calcolo. se sta cercando invece quale passo scegliere per una vetrina, una sala riunioni o uno stadio — con i costi al metro quadro e i tre scenari tipici — la pagina giusta è pixel pitch: cosa significa e come scegliere. le due si completano: là c'è la decisione, qui c'è il conto che la regge.

il punto di partenza: quanto risolve l'occhio

un occhio umano con visione 10/10 — la riga «normale» della tavola di Snellen — distingue due punti separati quando l'angolo che sottendono è di circa 1 arcominuto. è la definizione stessa dell'acuità 20/20: riconoscere una lettera i cui tratti sottendono un arcominuto a sei metri di distanza. in radianti:

1′ = (1/60)° × π/180 = 2,9089 × 10⁻⁴ rad ≈ 1/3.438

da qui viene la regola dell'arcominuto che si legge nei cataloghi LED come «1/3000 rad»: è lo stesso numero, arrotondato per difetto a favore di sicurezza. usiamo il valore esatto, 3.438, perché la differenza su un P10 è di quasi cinque metri di distanza dichiarata.

formula 1 · la distanza di retinizzazione

è la distanza oltre la quale due pixel adiacenti si fondono e la griglia diventa fisicamente invisibile. si ottiene imponendo che il passo sottenda esattamente un arcominuto:

dretina [m] = passo [mm] × 3.438 ÷ 1.000

un P3 raggiunge l'invisibilità totale della griglia a 10,3 metri; un P1.5 a 5,2; un P10 a 34,4. sono numeri più grandi di quelli che si usano in pratica, e la ragione è nella formula 2.

formula 2 · la regola pratica di settore, e perché regge

dminima [m] ≈ passo [mm]  ·  dottimale [m] ≈ passo × 2 … 3

a quella distanza il passo sottende circa 3,4 arcominuti, cioè più del triplo del limite di risoluzione: la griglia, in teoria, si vede. in pratica non disturba, e il motivo è che il limite di un arcominuto vale su reticoli di prova ad alto contrasto. su contenuti reali — immagini in movimento, transizioni morbide, luminanza variabile — il sistema visivo integra, e la struttura del pixel smette di essere percepita molto prima di sparire.

le due formule non sono in contraddizione: servono a due domande diverse. dminima è la distanza sotto la quale non si scende, e si usa per dimensionare; dretina è la distanza oltre la quale non ha più senso spendere in passo, e si usa per non sprecare. fra le due c'è la fascia in cui vive quasi ogni installazione.

formula 3 · la risoluzione nativa non si sceglie

è il punto che manda a monte più progetti di qualunque altro: un ledwall non «è» Full HD o 4K. il numero di pixel discende dalla superficie e dal passo, e basta:

pixel orizzontali = larghezza [mm] ÷ passo [mm]  ·  densità = (1.000 ÷ passo)² pixel/m²

invertita, dice quanta base serve per una risoluzione data: larghezza [m] = pixel × passo ÷ 1.000. un P2.5 diventa Full HD a 4,80 metri di base e non un centimetro prima; un P3.91 a 7,51. sotto quella misura la sorgente va scalata, e scalare significa buttare pixel per strada.

la distanza di Lechner: perché si parte da chi guarda

negli anni Settanta Bernard J. Lechner, dei laboratori RCA, misurò a quale distanza gli spettatori americani guardassero davvero il televisore: circa 2,7 metri — nove piedi. quel valore è passato alla storia come «distanza di Lechner» ed è servito per decenni a stabilire quanta risoluzione avesse senso mettere in un apparecchio domestico.

il numero non ci riguarda: vale per un salotto, non per una piazza. il metodo sì, ed è tutto il contenuto di questa pagina. la variabile indipendente è dove sta chi guarda; il passo è una conseguenza. il progetto di un ledwall comincia con il rilievo delle posizioni reali degli spettatori — il marciapiede opposto, la prima e l'ultima fila, il banco della reception — e finisce con il passo. quando si fa il contrario, il passo lo decide il listino e la distanza si scopre dopo.

tabella 1 · passo, densità e distanze

passo densità (pixel/m²) distanza minima distanza ottimale retinizzazione (×3.438)
P0.9 1.234.568 0,90 m 1,80–2,70 m 3,09 m
P1.2 694.444 1,20 m 2,40–3,60 m 4,13 m
P1.5 444.444 1,50 m 3,00–4,50 m 5,16 m
P1.9 277.008 1,90 m 3,80–5,70 m 6,53 m
P2.5 160.000 2,50 m 5,00–7,50 m 8,59 m
P3.91 65.410 3,91 m 7,82–11,73 m 13,44 m
P5 40.000 5,00 m 10,00–15,00 m 17,19 m
P6.67 22.478 6,67 m 13,34–20,01 m 22,93 m
P8 15.625 8,00 m 16,00–24,00 m 27,50 m
P10 10.000 10,00 m 20,00–30,00 m 34,38 m

densità = (1.000 ÷ passo)². distanza minima = regola pratica di settore. retinizzazione = passo × 3.438 ÷ 1.000, cioè il passo sotteso da 1 arcominuto per un osservatore con visione 10/10.

tabella 2 · quanta base serve per la risoluzione nativa

larghezza minima della superficie per contenere 1920, 3840 e 7680 pixel orizzontali. l'altezza corrispondente in formato 16:9 è nove sedicesimi della base.

passo Full HD · 1920 px 4K UHD · 3840 px 8K UHD · 7680 px superficie a Full HD 16:9
P0.9 1,73 m 3,46 m 6,91 m 1,68 m²
P1.2 2,30 m 4,61 m 9,22 m 2,99 m²
P1.5 2,88 m 5,76 m 11,52 m 4,67 m²
P1.9 3,65 m 7,30 m 14,59 m 7,49 m²
P2.5 4,80 m 9,60 m 19,20 m 12,96 m²
P3.91 7,51 m 15,01 m 30,03 m 31,70 m²
P5 9,60 m 19,20 m 38,40 m 51,84 m²
P6.67 12,81 m 25,61 m 51,23 m 92,25 m²
P8 15,36 m 30,72 m 61,44 m 132,71 m²
P10 19,20 m 38,40 m 76,80 m 207,36 m²

come si legge questa tabella, in pratica. ha una parete da 6 metri di base e vuole mandarci un segnale Full HD senza scalare? le serve un passo di 3,125 mm o più fine — il P2.5 le dà 2.400 pixel di base, il P3.91 solo 1.534. all'inverso: se il passo è già deciso dalla distanza (facciata guardata da 10 metri → P10), a 6 metri di base ha 600 pixel, e progettare contenuti pensando a un frame Full HD significa perderne i tre quarti. perché il passo si decide per ultimo →

il costo della densità: perché il fine-pitch si paga tre volte

la densità cresce con il quadrato dell'inverso del passo, e questa è la ragione economica di tutta la guida. passando da P5 a P2.5 non si raddoppia niente: si quadruplica il numero di LED al metro quadro, da 40.000 a 160.000. con esso quadruplicano i driver IC da pilotare, cresce la potenza dissipata e cresce la superficie di elettronica da raffreddare.

e c'è un secondo effetto meno noto: i passi fini montano package più piccoli (SMD 1921, 1935) che hanno meno superficie emittente per LED e quindi una resa in nit/watt più bassa dei package grandi (2727, 3535). più pixel, ciascuno meno efficiente: il consumo cresce più che proporzionalmente. tutto questo per una griglia che, oltre la distanza di retinizzazione, nessun osservatore può risolvere. quanto pesa nel costo totale a cinque anni →

il procedimento, in cinque passaggi

  1. rilevi le distanze reali — la più vicina e la più lontana da cui qualcuno guarderà davvero. non la distanza «media», che è quasi sempre una distanza a cui non sta nessuno.
  2. ricavi il passo massimo dalla distanza minima: passo [mm] ≈ distanza minima [m]. è il limite superiore, quello sotto cui non si vede la griglia.
  3. verifichi la distanza di retinizzazione sulla distanza tipica: se il passo scelto retinizza molto prima, sta pagando densità che nessuno vedrà.
  4. calcoli la risoluzione nativa che ne esce sulla superficie disponibile, e la confronti con la sorgente video che userà davvero.
  5. solo qui guardi il listino: luminosità per l'ambiente, grado di protezione, livello di prodotto. il configuratore fa questi cinque passaggi →

il configuratore applica queste formule su misure, distanza di visione e ambiente, e restituisce passo, risoluzione nativa e consumo stimato.

calcola il suo caso →

letture correlate

Domande frequenti sul calcolo del passo

Come si calcola la distanza minima di visione di un ledwall?
Con due formule, e servono entrambe perché rispondono a domande diverse. La regola pratica di settore è immediata: distanza minima in metri ≈ passo in millimetri, quindi un P3 si guarda da 3 metri e un P10 da 10. La formula esatta parte dall’acuità visiva: l’occhio con visione 10/10 distingue due punti separati da circa 1 arcominuto, cioè 2,9·10⁻⁴ radianti, e quindi distanza di retinizzazione = passo × 3.438 — la distanza oltre la quale la griglia dei pixel è davvero invisibile. Su un P3 fanno 10,3 metri. La regola pratica sta a circa un terzo di quel valore perché su contenuti reali, non su reticoli di prova, la griglia smette di disturbare molto prima di sparire.
Che superficie serve perché un ledwall sia davvero Full HD o 4K?
La risoluzione nativa non si sceglie: discende dal passo e dalle dimensioni. La formula è pixel orizzontali = larghezza in millimetri ÷ passo, quindi per arrivare a 1920 pixel di base servono 1920 × passo ÷ 1000 metri di larghezza. In pratica: un P2.5 è Full HD a 4,80 m di base e 4K a 9,60 m; un P3.91 è Full HD a 7,51 m; un P10 diventa Full HD solo a 19,20 m di larghezza. È il motivo per cui uno schermo «4K» piccolo non esiste senza scendere sotto il millimetro di passo, e per cui mandare una sorgente 4K su una superficie da 2 megapixel butta via tre quarti dei pixel della sorgente.
Che cos’è la regola di Lechner e come si applica a un ledwall?
Bernard J. Lechner, dei laboratori RCA, misurò negli anni Settanta la distanza media a cui gli spettatori americani guardavano il televisore: circa 2,7 metri (9 piedi), da allora nota come «distanza di Lechner». Il contributo non è il numero — che vale per un salotto americano e non per una piazza — ma il metodo: la variabile indipendente è dove sta chi guarda, e la risoluzione utile del display si deriva da quella. Applicata a un ledwall significa che il progetto comincia dal rilievo delle posizioni reali degli spettatori e finisce con il passo, mai il contrario.
Perché un passo più fine del necessario è uno spreco?
Perché si paga tre volte e non si vede. Dimezzare il passo quadruplica la densità di pixel al metro quadro: un P2.5 ha 160.000 pixel/m², un P5 ne ha 40.000. Quattro volte i LED, quattro volte i driver IC da pilotare, più elettronica, più calore e più kWh — mentre oltre la distanza di retinizzazione due pixel adiacenti si fondono comunque nell’occhio. Sopra una certa distanza la griglia più fitta è un dato di targa, non un’immagine migliore.
La formula vale anche per schermi outdoor guardati da molto lontano?
Vale, ma va usata al contrario. Su un impianto stradale o di stadio la distanza è un dato del sito, non una scelta: si parte da quella e si ricava il passo massimo accettabile (passo ≈ distanza minima degli spettatori in metri). A quel punto entrano due vincoli che indoor non esistono: la luminosità, perché in pieno sole servono migliaia di nit, e la superficie, perché a passi larghi occorrono molti metri quadri per raggiungere una risoluzione utilizzabile — un P10 diventa Full HD solo oltre i 19 metri di base.

⬢ a cura della Direzione Ingegneristica VeroLED — le formule sono quelle che usiamo in fase di progetto e sono le stesse implementate nel configuratore pubblico. le tabelle sono calcolate dal codice della pagina, non trascritte: se un valore le sembra sbagliato, è la formula a essere sbagliata, e ci scriva. parli con un tecnico.