il pixel pitch è la distanza in millimetri tra il centro di un pixel LED e il centro del pixel adiacente. è il parametro che determina tutto il resto: definizione percepita, distanza minima di visione, consumo, prezzo.
la regola empirica del pitch
c'è una regola che vale come punto di partenza:
distanza minima (in metri) ≈ pixel pitch (in mm)
quindi un ledwall P3 si vede bene da 3 metri in poi. uno P10 da 10 metri. sotto la distanza minima vedi i singoli pixel ("effetto griglia"), e l'immagine appare grossolana.
questa è la regola del 20/20 visione applicata: a 1 metro l'occhio umano normale risolve circa 0.3mm. quindi un pitch ≤0.3mm a 1 metro appare continuo.
come scegliere il pitch giusto
il pitch giusto non è "il più stretto". è quello che corrisponde alla distanza media degli spettatori. tre scenari tipici:
scenario 1 · vetrina retail
la persona si ferma a 1.5-2 metri dalla vetrina. pitch ideale: P1.5-P1.9. costo tipico €2.900-5.700/m² (tier Silver→Platinum). a quella distanza un P2.5 appare meno definito; un P0.9 spreca soldi (la persona non noterà la differenza).
scenario 2 · sala conferenze
partecipanti seduti tra 3 e 8 metri. pitch ideale: P1.9-P2.5. costo tipico €2.400-4.300/m² (tier Silver→Gold). a 5 metri di distanza media, un P2.5 garantisce ottima definizione su slide e video full HD. il P1.5 sarebbe superfluo.
scenario 3 · stadio
spettatori a 30-100 metri. pitch ideale: P8-P16 outdoor. costo tipico €2.800-4.300/m² (PTF P10.41, tier Gold→Diamond). sotto P6 per uno stadio è uno spreco: il pubblico non vede la differenza e tu paghi il doppio in chip e in consumi.
casi speciali · pitch ultra-stretti
esistono pitch sotto il millimetro (P0.5, P0.7, P0.9). sono tecnologie di nicchia per applicazioni specifiche:
- virtual production cinema — quando la camera riprende il ledwall come "sfondo dinamico" sostituto del green screen. il pitch deve essere indistinguibile a distanza ravvicinata. P0.9 minimo.
- broadcast control room — sale di regia con operatori a 1 metro. P1.2-P1.5.
- signage premium luxury — vetrine flagship store con visione ravvicinata. P0.9-P1.5.
per la maggior parte delle applicazioni, però, andare sotto P1.5 è ingegneria estetica più che funzionale.
over-spec del pitch: lo spreco su tre fronti
è il punto che quasi nessuno ti dice, perché chi vende guadagna di più sul pitch fine. prendi un'area di visualizzazione da 6×3 metri vista da una strada: i passanti la guardano da 9 metri in su. scegliere un P3.91 (o peggio P2.6) lì non è "più qualità": è uno spreco su tre fronti contemporaneamente.
- chip più caro. i pitch fini montano package piccoli (SMD 1921, 1935); i pitch larghi montano package grandi (2727, 3535). i package piccoli costano di più al pezzo, e ne servono molti di più al metro quadro.
- efficienza nit/watt più bassa. meno superficie emittente per LED = meno luce per watt. un package 1921 rende molto meno di un 3535 a parità di corrente: l'efficienza luminosa può scendere fino alla metà.
- consumo più che raddoppiato. un P3.91 ha ~65.000 pixel/m², un P6.25 ne ha ~26.000. due volte e mezza i pixel significa due volte e mezza i driver IC da pilotare: più elettronica, più calore, più kWh in bolletta — per una densità che a 9 metri nessuno percepisce.
la ragione è ottica, non commerciale: l'occhio umano ha uno "spot" di visione nitida di circa 2 gradi e una capacità di risolvere il dettaglio di circa 1 arcominuto. oltre una certa distanza, due pixel vicini si fondono e basta — la griglia più fitta diventa invisibile. paghi tre volte (chip, watt, driver) per una risoluzione che si vede solo nella scheda tecnica.
la regola sana: scegli il pitch sulla distanza di visione, non sull'orgoglio della scheda. sotto la distanza giusta sprechi; sopra, pixeli. il punto è centrarla. per una vetrina a 2 metri il P1.9 ha senso; per una facciata a 15 metri anche un P6-P10 è perfetto e ti dimezza chip e consumi.
tabella di riferimento
range €/m² IVA esclusa, solo prodotto, dal tier Essential al Diamond. prezzo esatto per tier e ambiente nella guida prezzi 2025.
conta anche la sorgente video
un dettaglio spesso trascurato: il pitch deve essere coerente con la risoluzione della sorgente. esempio: uno schermo 4×2 metri a pitch P2 ha 2000×1000 pixel = 2 megapixel. una sorgente full HD (1920×1080) è perfettamente adatta. una sorgente 4K (3840×2160) sprecherebbe la metà dei pixel.
se hai contenuti 4K nativi e vuoi sfruttarli, devi avere abbastanza pixel: significa P1 o P0.9 a quelle dimensioni.
il nostro configuratore calcola automaticamente il pitch ottimale partendo da dimensioni, distanza di visione e budget. provalo:
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